NEWS del 23 ottobre 2016 – Lettera aperta della FILT – GCIL Livorno al presidente COSMAR

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    unknownLettera aperta della FILT – GCIL Livorno al presidente COSMAR

Egregio presidente Giorgio Blandina,

mi rivolgo a lei non in quanto rappresentante dell’associazione che presiede, ma in quanto persona. Ho letto il suo ultimo comunicato, e, prima di essere additato di incompetenza, mi qualifico: Diplomato all’Istituto Tecnico Nautico di Torre del Greco nel 1976 (a 18 anni, perché oltre che un lavoratore sono stato anche uno studente precoce), abilitato Aspirante Capitano di Lungo corso presso la Direzione Marittima di Cagliari nel 1978 (prima dei 21 anni previsti in Italia, per cui ho dovuto lavorare da Ufficiale su bandiere panamensi e liberiane della Exxon, ed erano U.L.C.C. , lei saprà cosa sono), qualificato Capitano di Lungo Corso presso la Direzione Marittima di Napoli nel 1981 ( ed anche in questo caso prima dei 24 anni previsti). Ho preso il primo Comando a 36 anni nel 1994 su un traghetto Ro-Ro passeggeri di stazza lorda superiore alle 10.000 tonnellate.

A questo punto la stupirò dicendole che sono anche Dirigente Nazionale della FILT-CGIL, e pertanto faccio parte di una di quelle delegazioni che lei accusa con tanta sicumera di impreparazione quando cercano di contrastare i provvedimenti governativi, imposti e non concordati: i ministeri infatti qualche volta fanno finta di ascoltare le nostre proposte, ma poi le decisioni le prendono loro e vengono applicate a prescindere dal nostro parere.

Nel corso dei suoi sproloqui, lei sostiene che i sindacati non sanno di che cosa parlano quando hanno a che fare col mondo dei marittimi: le mie credenziali penso possano smentirla; e, mi creda, ci sono decine se non centinaia di colleghi iscritti che partecipano attivamente alla vita sindacale conoscendo perfettamente la materia: le politiche del sindacato non nascono da punti di vista individuali ma dal costante confronto fra tutti i suoi membri.

Lei si chiede dove fossimo nel 2003 al momento “dello stravolgimento del nostro sistema didattico” che modificò le peculiarità dei nostri Istituti Nautici.
Io e la mia Organizzazione possiamo risponderle che eravamo, allora come oggi, a fianco di tutti i lavoratori a supporto delle loro lotte.

Lei dov’era? Non si trovava forse in una di quelle associazioni di categoria che guardavano solo al proprio orticello, dimenticando che su ogni nave oltre ai Comandanti e ai Direttori ci sono tanti altri lavoratori con diritti ed aspettative di pari dignità rispetto alle loro? Anche io per un brevissimo periodo, vista la mia qualifica professionale, ho fatto parte di una di quelle associazioni, rimanendo però sempre iscritto alla CGIL, alla quale appartengo dal 1978. In quel breve lasso di tempo ho potuto capire la differenza fra associazione e Sindacato: l’associazione è un mondo ristretto, che non sa guardare oltre i propri interessi; il Sindacato è una grande famiglia dove non si fa distinzione fra le qualifiche professionali degli iscritti.

Sempre domandandomi dove fosse lei allora, per caso non faceva mica parte delle famose accademie e centri di formazione nati per sopperire all’impoverimento degli Istituti Nautici? Se così fosse, sarebbe alquanto contraddittorio che lei adesso ci rivolga delle critiche, quando a suo tempo all’interno di quegli istituti ne ha beneficiato.

Nei suoi prossimi proclami, invece di usare solo slogan, sarebbe meglio che lei chiarisse quali sono le specifiche colpe dei Sindacati, visto che da una persona come lei ci si aspetterebbe un minimo di comprensione del ruolo che il Sindacato può avere nell’emanazione delle norme di legge.
Una persona come lei sa certamente la differenza tra IMO e ILO, e deve anche capire che il Sindacato ha potuto far ascoltare la propria voce solo all’interno della ILO, ove ha combattuto per ottenere un innegabile miglioramento delle condizioni di vita sulle navi. Lei ha mai fatto qualcosa per contrastare le disparità di trattamento nell’equipaggio presente a bordo? Si è mai opposto ai voleri degli Armatori quando questi andavano contro i diritti degli equipaggi? Questo lo fa il Sindacato, in tutte le circostanze in cui è necessario e con tutti i mezzi che ha a disposizione.

Voi non avete mai messo la vostra forza contrattuale a disposizione degli altri marittimi; solo ora provate a dire qualcosa perché la situazione è critica per tutti quanti.
Pertanto le chiederei, prima di esprimersi ancora contro il Sindacato a cui sono orgoglioso di appartenere, di fare un esame di coscienza guardando anche al passato, ed eventualmente di argomentare con riferimenti concreti le accuse che ci rivolge.

Mi auguro di veder pubblicato sul sito della sua associazione queesto mio intervento e, se per caso mi sono sbagliato attribuendole cariche o incarichi che lei non ha mai ricoperto, mi smentisca ed avrà le mie scuse.

Come mia abitudine mi firmo senza titoli o onorificenze ma semplicemente come un lavoratore.

Agostino SALZA.

FILT-CGIL Livorno Via Giotto Ciardi 8 57121 Livorno

RISPOSTA del presidente COSMAR 

Caro Sig. Salza,

intanto le faccio notare la incongruenza, tipica del sindacalista, laddove all’inizio della sua lettera scrive che si rivolge alla mia persona per poi finire sperando di vedere pubblicato il suo comunicato sul sito COSMAR. A questo punto non si capisce bene se si rivolge a Giorgo Blandina o al presidente COSMAR.. boh !

Per quanto mi riguarda le risparmio il mio trascorso professionale in ambito marittimo con relativi titoli perché penso non sia così importante a differenza di lei che ci racconta la rava e la fava per concludere che si firma come un semplice lavoratore, poi magari ci spiega a che tipo di lavoro si riferisce, immagino a quello di sindacalista.

Io sono stato per quattro anni (2007 – 2011) presidente del Collegio Nazionale Capitani L.C. & M. cercando in tutti i modi di allargare quell’orticello di cui lei scrive, ci sono riuscito solo in parte, ma non come avrei dovuto e voluto, da qui le mie libere dimissioni nel momento in cui mi era chiaro che stavo combattendo contro i mulini a vento perchè il CD era formato da vecchi incompetenti incollati alle poltrone che non volevano lasciare spazio ai quarantenni a cui mi appoggiavo, al fine di poter veramente dare parola a tutta la marineria. Il tempo mi ha dato ragione ed è sotto gli occhi di tutti il fallimento di quel progetto e la restaurazione dell’orticello con tanto di presa per il culo agli iscritti che pagano la assicurazione della abilitazione professionale ben tre volte il premio (i sindacati tacciono). Quindi lei è male informato ed è male informato anche quando scrive: “Sempre domandandomi dove fosse lei allora, per caso non faceva mica parte delle famose accademie e centri di formazione nati per sopperire all’impoverimento degli Istituti Nautici? Se così fosse, sarebbe alquanto contraddittorio che lei adesso ci rivolga delle critiche, quando a suo tempo all’interno di quegli istituti ne ha beneficiato.”  Io, Sig. Salza non ho mai fatto parte di accademie e centri di formazione per cui mi aspetto le  scuse che ha promesso.

Le faccio molto cortesemente notare che lei, tra le altre inesattezze, scrive che una persona come me deve sapere la differenza tra IMO e ILO, forse lei voleva dire tra STCW e ILO ? La informo che l’IMO è una agenzia ONU che al suo interno si occupa di tutto quanto inerente lo shipping con riferimento alla formazione STCW, sicurezza SOLAS, prevenzione inquinamento MARPOL, ILO  che si occupa di promuovere il lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità umana per uomini e donne, i suoi principali obiettivi sono: promuovere i diritti dei lavoratori, incoraggiare l’occupazione in condizioni dignitose, migliorare la protezione sociale e rafforzare il dialogo sulle problematiche del lavoro, ecc. – A proposito ricordo a lei ed ai suoi colleghi sindacalisti quanto poco state facendo per far rispettare quanto stabilisce la convenzione ILO-MLC 2006, prova ne è il fatto dei nostri continui interventi per mezzo dei nostri legali per far ottenere ai nostri iscritti quanto è di loro diritto. Iscritti che la informo versano nelle casse COSMAR 30 euro all’anno e per coloro i quali non hanno possibilità economiche per far fronte a questo impegno, l’iscrizione è gratuita. Le rendo anche noto  che noi siamo tutti volontari e ci paghiamo le spese di vitto e alloggio quando andiamo al MIT, altro che mozzarelle di bufala e abbbuffamenti nei migliori ristoranti d’Italia, ovviamente ogni riferimento a fatti e persone è puramente causale… Noi le nostre assemble le facciamo dove capita e sopratutto dove non paghiamo, alcuni sindacalisti le fanno in crociera tra i fiordi norvegesi…

Io nel 2013 ero a casa mia da tranquillo pensionato impegnato solo come consulente e perito del tribunale di Genova, mentre lei e il sindacalista cuoco della UIL – Trasporti sedavate al tavolo di lavoro al MIT non avvedendovi cosa vi  era scritto nel decreto dirigenziale datato 4 dicembre 2013 numero 1365.

COSMAR ha solo dieci mesi di attività, è un libero comitato che ha la presunzione di ridare dignità professionale ai marittimi italiani, quella stessa dignità che voi maggiori sindacati e organizzazioni di categoria come quella sopra menzionata avete calpestato nei peggiori di modi. Guardi solo come ci avete ridotto con il Registro Internazionale.

Se quanto scritto ancora non le dovesse bastare, me lo faccia sapere che le racconto il proseguo di questa penosa storia che vi ha visto protagonisti nostro malgrado.

Giorgio Blandina

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11 risposte

  1. Ben detto.

    Se i sindacati avessero fatto il loro dovere non saremmo dove siamo ora.

    È solo il fatto che la COSMAR in poco tempo è riuscita a mettere assieme un elevato numero di iscritti da fastidio all’ ex triplice.

    Aggiungo che pur essendo da 15 anni con la più grande compagnia italiana e toccando porti nazionali più volte al mese non ho visto un rappresentante sindacale a bordo se non quando vengono a prendere i 50 euro della Tecnico Sanitaria.

  2. Caro Blandina , sia nel comunicato precedente che nell’attuale risposta hai fatto un’analisi perfetta che condivido al 100% ! Non conosco il tuo interlocutore per cui non posso esprimermi sulla persona , ma conosco le problematiche dei Marittimi che questa persona insieme ai sui colleghi Sindacalisti ha permesso che si accentuassero – Se non è stato per incompetenza ho il sospetto che possa essersi trattato di complicità . Sono contento che a qualcuno in questo momento bruci il culo e tema di perdere la poltrona. Temo purtroppo che sarà quasi impossibile scalzarli da dove sono e che COSMAR non possa procedere da Solo contro tutti e rimanere unico rappresentante della Categoria ! Ma ,come giustamente hai fatto rilevare anche in precedenza , queste Persone ” esperte ” devono sapere che come Comitato gli stiamo con il fiato sul collo ! Avrei voluto avere qualche anno di meno ed essere ancora operativo per controbattere al ” Genio ” della CGIL ! Ti auguro un buon Week End e ti invio un caro saluto – Armando TERRAMOCCIA – PS : non scrivo il mio titolo ! Ciao

  3. sicuramente Cosmar è una spina nel fianco di queste persone che ora si sentono punte nel vivo e cercano di rattoppare come possono. Si è sempre saputo che i sindacati da almeno 1 lustro non hanno mai fatto niente di concreto tranne la solita farsa a rinnovo contratto del pollo al Giovedi e il gelato la Domenica.
    Io lavoro in Brasile con parte dell’equipaggio brasiliano. Hanno fior di contratti, pagati a bordo e a casa, sanitá privata , se stanno 1 mese in piú a bordo è pagato doppio, ogni anno c’è la revisione del contratto con relativo aumento in base all’inflazione ( e non i 50 euro di una tantum). Non finisce qui naturalmente, ci sono fior di clausole da rimanere a bocca aperta. E parliamo di un paese del 3 mondo.
    un saluto e buona fortuna a tutti noi

  4. I Sindacati hanno rovinato la marineria italiana in questi ultimi anni hanno avvalato di tutto doppio registro ,aperture di accademie a Manila dismissioni di flotta di stato riforme dei nautici e qui anche il Collegio e altre pseudo associazioni non le ricordo mi ricordo di incontri in Confitarma e i rapporti con gli armatori era più che amichevoli adesso ci ritroviamo addirittura declassati e costretti a ripetere gli esami gli unici in Europa la circolare del MCA è datata 2015 noi a fine 2016 ancora aspettare incontri come qualcuno chiama domani il DDay come se domani cancellano tutti o ci siamo sbagliati e stato un errore .
    Quindi Sindacati o fare il vostro dovere o tacete

  5. Buon pomeriggio,

    non sono un iscritto Cosmar e presto sarò un “non” e basta anche dal punto di vista della categoria dei marittimi grazie alle norme che in nome della Sicurezza di fatto la elidono.
    Ci vuole coraggio a vergare una lettera come quella dell’esimio sindacalista al quale potrei rivolgere alcune domande:
    1) dove è il Ministero della Navigazione?
    2) per caso la sua sigla di appartenenza è quella che non distingue tra “marittimi” e autisti ? ( con tutto il rispetto per gli autisti , anche perchè lo era mio padre, non posso fare a meno di notarne la differenza)

    Concludo dicendo che lo sfoggio di titoli ha fatto il suo tempo. Al limite si possono sfoggiare i certificati per 5 anni. Polizia Stradale permettendo. Poi l’oblio.

    Cordialmente un “non”

  6. Cari colleghi,
    per prima cosa lo dico e lo firmo milione di volte, sono super contento che sia nata in ITALIA la COSMAR,dove I fatti si vedono senza fare chiacchere come avete fatto tutti I sindacati italiani. Mai ripeto mai ci avete tutelato in qualsiasi genere di problemi, io ho iniziato a navigare come da allievo di coperta fino a 1 Ufficale su navi di bandiera Italiana ma dopo ho scelto una compagnia Americana di navi passaggeri e ormai sono 20 anni che sono con questa compagnia.In Italia nessun marittimo e’ stato tutelato le compagnie statali sono scomparsi, nessun marittimo di qualsiasi compagnia italiana e pagato quando sta a casa anche se ci lavora per molti anni, vedete un po’ il modello europeo norvegesi, danesi, inglesi che stanno nelle migliori compagnia per esempio Maersk Line , Stena ecc ecc.. sono tutelati e pagati anche quando stanno a casa nella loro vacanza; noi purtroppo siamo rimasti di 3 terzo mondo e non diciano che sono il Fillippini, Indiani, cinesi ecc ecc… noi siamo quelli del terzo mondo un marittimo abbondonato in tutto. vergognoso e i piu vergognosi sieti voi sindaciati.!! Ma mi faccia il piacere la smette di contradire il Signor Blandina, tutti noi lo poggiamo ,e lo dicono i numeri degli iscritti, io ero scritto al colleggio capitani pagando quasi 200 euro tra quota e assicurazione senza nessuna utilita,’ quando una volta ho chiesto che volevo il contratto assicurativo della mia patente anncora sto aspettando, in poche parole un altro fallimento come quello che voi avete saputo ben fare alla nostra marina mercantile… Mi fermo qui per un essere lungo nel messaggio ma ci fosse da scrivere un libro su voi sindacati. Signor Blandina con la forza di tutti noi lo appoggiano sempre per tutto quello che riesce a fare e che fara’ valere. Grazie e scusate per la mia rabbia. Statevi bene tutti.
    Capt. Giuseppe.

  7. Hahah i sindacati.. hahah… scusate ma mi vien da ridere…

    Me ne sono andato dalla cisl quando mi chiesero… “scusi ma lei per marittimo cosa intende??”

    La mia risposta fu: niente, arrivederci e buona giornata.

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