NEWS del 21 novembre 2017 – Tragedia Sansovino, il consulente tecnico della Procura della Repubblica punta il dito sui colpevoli.

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  Il consulente tecnico della Procura della Repubblica di Messina, C.V. Salvatore Giannino, non ha dubbi e indica nelle conclusioni della sua relazione di perizia i responsabili della morte di Gaetano D’Ambra, Christian Micalizzi e Santo Parisi (soci COSMAR).

Un episodio assurdo quanto tragico avvenuto il 29 novembre del 2016 dove le vittime persero il bene prezioso della vita in uno “spazio vuoto” della nave traghetto Sansovino.

Il CT Giannino con determinatezza indica, nella sua relazione, chi sono a suo avviso i responsabili. Egli scrive:  “Genghi Luigi: quale A.D. della Società Caronte & Tourist Isole Minori. lo stesso era direttamente, o tramite i propri collaboratori, a conoscenza che la M/N Sansovino, da molto tempo, in esercizio, doveva essere sottoposta a necessaria e sostanziale manutenzione, da affidare, per la particolare difficoltà a ditte specializzate. Nel caso, avrebbe dovuto, come doveva, vigilare, o comunque, impedire, che venisse permesso che “operazioni siffatte”, cioè “pericolose” venissero affidate e svolte da membri dell’equipaggio che, come risultato dalle indagini peritali, non erano stati addestrati adeguatamente, conoscendo i codici di comportamento solo sulla scorta di addestrramenti teorici.”  Il consulente Gianino aggiunge: ” Non è peregrina la contestazione alla Caronte & Tourist Isole Minori per la non completa osservanza nell’applicazione del SMS, e del mancato controllo da parte dello stesso A.D. della Società che è il Direttore di Gestione previsto dalle norme internazionali. Inoltre, le avarie che determinarono una impossibilità di seguire le corrette prassi di smaltimento dei reflui, rendono ipotizzabili le responsabilità per la società che non aveva messo in condizione il personale di bordo di operare correttamente.” Il consulente della Procura della Repubblica continua: ” Ognuno, pertanto, per il proprio ruolo di responsabilità, doveva conoscere della particolare, quanto pericolosa attività che si svolgeva all’interno della M/N Sansovino. Nonché dell’affidamento incauto e sconsiderato del lavori negli spazi chiusi a membri dell’equipaggio, non sufficientemente prepararti, piuttosto che a ditte specializzate. Il caso trattato, oltre ad evidenziare una scarsa conoscenza delle sistemazioni di bordo da parte dell’equipaggio, mette in risalto come vi sia stata una colpevole mancanza di formazione, informazione ed addestramento dell’equipaggio, di controlli e di verifiche superficiali lungo tutta la catena dell’organizzazione e gestione della sicurezza delle attività da svolgere a bordo. Nel caso di specie, tutte le figure responsabili a ciò preposte, non potevano e non dovevano sottovalutare le situazioni e le problematiche della nave Sansovino. La Società Armatrice, di fatto, non ha fornito il necessario supporto e ha costretto il personale marittimo ad arrangiarsi nelle lavorazioni per cercare comunque di risolvere i problemi. Le responsabilità del Comandante sono notevoli, ma non escludono quelle della Società che appaiono anch’esse molto rilevanti; anche perchè i comandanti si succedono a bordo nel giro di pochi mesi e la risoluzione di problemi annosi e mai risolti era certamente dovuta alla società.”

COSMAR è parte offesa diretta in ambito penale. Noi non faremo mancare il nostro supporto al fine di giustizia. Siamo consapevoli di non aver, purtroppo, la capacità di riportare in vita le vittime, ma sicuramente possiamo dare un serio contributo professionale perchè si ponga fine a queste assurde morti in ambito lavorativo. Questa disgrazia della Sansovino si poteva e si doveva evitare. Una tragedia che sconfina nella pura follia.

Auguri e buon lavoro al consulente tecnico COSMAR Cap. Laura Abbruzzetti 

 

 

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