NEWS bis del 8 ottobre 2016 – Noi non ci siamo scordati della legge 27 febbraio 1998, n.30 – R.I.

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images  In riferimento alla lettera che il segretario generale Alessandro Pico ha inviato alla commissione trasporti ed alla commissione finanze, facciamo notare che il Pico ha affermato quello che del resto da molto andiamo sostenendo e cioè che la inerzia degli addetti ai lavori ha fatto sì che quello che è stato all’inizio uno strumento per fare crescere l’occupazione nazionale, in realtà è stato un boomerang per i marittimi che hanno perso via via ogni opportunità concreta di incrementare il loro lavoro .
La parte della 30/98 che concretamente poteva portare qualche vantaggio era il famoso “osservatorio” sull’applicazione delle norme che nell’intenzione del legislatore sarebbe dovuto essere formato da tutti i soggetti interessati ed allargato anche a soggetti provenienti dalla scuola cioè ad esempio i dirigenti scolastici del nautico…
Signori! , noi insistiamo su questo aspetto, ci domandiamo: perchè è stato disatteso? Sicuramente proprio per dare piu’ importanza agli interessi degli armatori che il signor Pico si guarda bene da menzionare, seppur ammettendolo velatamente…
Vorremmo ricordare che il Moby Aki costruito da Fincantieri dopo che i gemelli Freedom e Wonder furono costruiti in Corea, ad esempio ,sono stati finanziati con incentivi pubblici e quindi soldi italiani andati perlo più alla Daewoo ed ai lavoratori coreani, caro Sig. Pico non le sembra che gli armatori siano stati piu’ che soddisfatti dallo Stato Italiano nei loro interessi nel corso degli anni ?
Ai marittimi Italiani invece è stata negata ogni forma di incentivo ad esempio per quello che concerne i famosi o famigerati corsi di addestramento fatti con i soldi personali spesso sottratti alla economia domestica di ciascuno di loro nella speranza spesso disattesa, di trovare un minimo di imbarco, un minimo di sostentamento per la famiglia.
In alcune regioni un tempo venivano erogati rimborsi parziali e totali per la semplice partecipazione a detti corsi, cosa che per i corsi di aggiornamento previsti ad esempio per i disoccupati nella legislazione chiamata Jobs-act sono a totale carico dello Stato .
Ora a parte la discriminazione sociale tra lavoratori, i marittimi a turno generale sono o non sono lavoratori precari e quindi spesso in disoccupazione ?
Caro Signor Pico eviti di fare 2 pesi e 2 misure e di parlare generalmente, noi abbiamo già la soluzione ad ogni problema, noi siamo avanti, noi siamo Cosmar e siamo legati agli interessi di tutti i soggetti in special modo a quelli dei marittimi.

Ad maiora…!

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